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Il
significato del vocabolo twirling è letteralmente " far roteare, far
girare", dall’inglese "to twirl". Esso indica e definisce una
disciplina ginnico-sportiva caratterizzata dall’impiego di un
piccolo attrezzo, denominato "bastone", e da movimenti del corpo
coordinati con armonia su una base musicale. Ed è proprio l’armonia
che caratterizza il twirling in tutte le sue espressioni e nelle
specialità che lo compongono.
L’apprendimento della tecnica specifica del nostro sport si
accompagna alla formazione fisico-psicologica degli allievi, che
devono sviluppare le qualità fondamentali richieste ad un’atleta di
twirling.
Dette qualità
sono di tre ordini:
- ordine fisico: scioltezza articolare, coordinazione ed equilibrio,
forza muscolare, resistenza, ritmo, velocità;
- ordine organico: capacità cardio-circolatoria, respiratoria e
cinetica;
- ordine psicologico: volontà e coraggio.
Per quanto concerne le qualità di
ordine fisico, esse vengono raggiunte attraverso l’apprendimento di
movimenti della ginnastica ritmica ed artistica e della danza.
Quindi il twirling è uno sport veramente complesso, in quanto è
necessaria una vasta preparazione che spazia in più campi. Uno degli
aspetti fondamentali della nostra disciplina è l’utilizzo della
musica: ogni movimento di bastone e di corpo deve sottolineare la
musica. A livelli elevati si parla di "musicalità visiva", nel senso
che molto spesso l’atleta riesce a trasmettere il sentimento del
brano musicale prescelto così bene che il pubblico può addirittura
"vedere" la musica. E’ fondamentale quindi che negli atleti di
twirling sia sviluppato il senso del ritmo ed il saper adattare il
movimento al brano musicale.
Da ultimo, ma non per questo meno importante, é da sottolineare
l’aspetto formativo e pedagogico del twirling che, come qualsiasi
disciplina sportiva, è il fine più importante cui tende l' attività
sportiva. Praticando un’attività sportiva così complessa e che
soprattutto occupa molto tempo, le bambine ed i bambini imparano ad
organizzare le loro giornate, dosando tutti i loro impegni; imparano
ad abituarsi ad una serie di regole, che riguardano la frequenza
degli allenamenti ed i dettami societari, il rispetto dei superiori;
ma soprattutto imparano a "stare insieme" avendo rispetto dei
compagni ed assumendosi le proprie responsabilità, sviluppando
l’istinto di una sana competitività che si manifesta durante le
gare; ed infine imparano ad accettare qualsiasi risultato, anche se
negativo.
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